3 regole Fondamentali per trattare i BIG DATA
9 Mar, 2020
di Salvatore Di Bella

Cosa sono i Big Data?

Una semplice ricerca su Google, una foto su un social, un messaggio audio, un tweet, un post o anche solo un acquisto su uno store online e non: tutti questi sono dati. Praticamente tutto ciò che facciamo crea un flusso continuo di informazioni che possono essere raccolte, analizzate e, soprattutto, gestite per aiutare a prendere le decisioni.

E questa magnitudo di informazioni vengono detti BIG DATA proprio per le loro caratteristiche definite dimensioni come Volume, Velocità, Variabilità e sopratutto Valore. 

Rispetto ad altre tecnologie, i Big Data non sono una tendenza temporanea ma una vera è propria necessità di gestione per qualsiasi tipo di organizzazione, dalle piccole aziende alle multinazionali. Questo tsunami di informazioni sarà, e già è, la chiave della crescita del business e dell’innovazione.

Ma come ci aiutano i Big Data?

Le informazioni raccolte ci aiutano a capire le reazioni dei mercati e la percezione che il pubblico ha dei vari brand, cercando di identificare le caratteristiche che spingono gli utenti ad acquistare un certo servizio o un determinato prodotto.

Inoltre sta affermando sempre di più l’analisi in Real time, secondo cui tutti questi dati siano integrati ed analizzati in tempo reale, soprattutto in ambito IoT, creando strategie che mutano e si modificano parallelamente al mercato.

Ma raccogliere questi dati non è rischioso?

La raccolta intensiva di questi “Big Data” è un fenomeno che ha sempre interessato la nostra economia ed anche la nostra società, per questo l’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), l’Agcm (Autorità garante della concorrenza) e il Garante della privacy, successivamente all’avvio di alcune indagini interne, hanno suggerito delle linee guida per la gestione corretta di questa enorme mole di informazioni personali che ogni giorno producono gli utenti nell’era digitale.

Regola 1

Le informazioni raccolte dai vari social network, siti internet e aziende necessitano di un maggior controllo sotto diversi aspetti. In primis, sul lato della privacy del singolo utente, per non incorrere in perdite di dati sensibili o addirittura in furti di identità; in secundis, tutelando anche la concorrenza delle varie aziende. Pertanto l’invito è di studiare un quadro normativo che garantisca una trasparenza totale e regoli il tutto in maniera perfetta, senza rischi per i dati personali.

Regola 2

La questione va affrontata non a livello locale ma livello internazionale, tanto che Agcm, Agcom e il Garante della privacy raccomandano cooperazione costante con le autorità competenti a livello Europeo. Il risultato sarà quello di creare un mercato unico digitale che raccolga tutti i Big Data e che sia prima cosa fra le altre, un ambiente in cui tutti rispettano le stesse regole mantenendo un equilibrio perfetto.

Regola 3

Le varie analisi di mercato hanno evidenziato un’asimmetria nelle informazioni presentate agli utenti in fase di raccolta di dati sensibili, proprio per questo, è vitale creare una forma di Standard Internazionale che riduca questo disequilibrio, che assicuri agli utenti di ricevere un’adeguata e chiara spiegazione sulle finalità della raccolta e sull’utilizzo dei loro dati. Per questo sarà necessario introdurre nuovi strumenti che garantiscano una sana concorrenza online, che mettano in risalto la trasparenza nella selezione dei contenuti e che aumentino la consapevolezza degli utenti circa le informazioni ricevute in rete.

Se sei interessato a saperne di più è capire come raccogliere, gestire e utilizzare al meglio i big data e siamo a tua disposizione per gli approfondimenti.

        

     

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