IL POTENZIALE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NEL SOCIALE
13 Gen, 2021
di Michele Mereu

L’Intelligenza Artificiale è in continuo sviluppo sia dal punto di vista tecnologico sia dal punto di vista di accesso democratico ai servizi e di nuove possibilità di lavoro. Grazie all’Intelligenza Artificiale si inizia a notare un miglioramento dello stile di vita di milioni di persone, non solo, la tecnologia sta creando nuove opportunità commerciali per le molteplici aziende che si occupano di AI.

Naturalmente i problemi sociali o di discriminazione che abbiamo nella nostra società non potranno essere tutti risolti dall’evoluzione della tecnologia, anzi i diversi risvolti etici riguardanti l’Intelligenza Artificiale fanno sorgere dubbi sull’effettiva efficacia sul sociale dal punto di vista della divisione sociale. 

Questo porta al sorgere di diverse discussioni per approfondire e comprendere al meglio se l’Intelligenza Artificiale porterà ad una maggiore inclusività e equità in settori come quello dell’accesso all’assistenza sanitaria, quello dell’istruzione e in generale i servizi pubblici o porterà a delle nuove disuguaglianze, pregiudizi o esclusioni.

Queste discussioni si stanno sviluppando su diversi fronti di sviluppo della tecnologia, tra cui: Human Augmentation e Sensory AI.

 

HUMAN AUGMENTATION

 

Human Augmentation sta per tecnologie di potenziamento umano, chiamate anche Human 2.0 o Biohacking, queste tecnologie hanno il potenziale di migliorare, nel bene o nel male le prestazioni umane.

Per capirci ancora meglio possiamo citare diversi esempi. Le tecnologie più impressionanti fino ad ora riguardano in particolare il miglioramento dello stile di vita di persone con disabilità. Come ad esempio gli esoscheletri potenziati dall’AI che possono aiutare disabili o lavoratori anziani a compiere task che in precedenza non erano fattibili. 

 Un esempio pratico riguarda la startup cinese CloudMinds che ha sviluppato Meta, un casco intelligente che grazie ad una combinazione di Intelligenza Artificiale, sensori intelligenti e riconoscimento visivo riesce ad aiutare le persone ipovedenti a muoversi in assoluta sicurezza negli ambienti urbani.

Un’altra sfida che l’Intelligenza Artificiale vuole risolvere riguarda quella degli utenti della lingua dei segni, per loro infatti è una sfida importante il riuscire a comunicare con le persone che non conoscono la lingua dei segni. Dai ricercatori della Cornell University arriva uno sviluppo promettente ancora in fase di studio, un guanto sviluppato per il linguaggio dei segni. Gli utenti possono indossare un guanto cucito con sensori che misurano l’orientamento della mano e la flessione delle dita durante la firma. Questi segnali elettrici vengono quindi codificati come dati e analizzati da un algoritmo che impara a leggere i modelli di firma dell’utente e a convertirli in parole che vengono pronunciate. Nei test fatti il sistema ha raggiunto una precisione del 98% nella traduzione.

Nonostante questi fantastici sviluppo e scoperte però rimane il potenziale riguardante nuovi pregiudizi e disuguaglianze. Tolte le normali preoccupazioni legate alla privacy associata alle tecnologie invasive, dobbiamo tenere presente che i dati cognitivi o fisici potrebbero essere utilizzati in modo improprio, come ad esempio in fase di recruiting o promozione di una posizione lavorativa, nell’amministrazione della giustizia o nel concedere o negare l’accesso ai servizi pubblici.

Infine dobbiamo tenere presente che quasi metà della popolazione mondiale è esclusa dall’utilizzo di internet, quindi l’accesso alla tecnologia digitale di base rimane un ostacolo significativo in tema di uguaglianze.

Un’importante osservazione è stata fatta dal sociologo Christoph Lutz, infatti dice che i cittadini che al di fuori del mondo online sono svantaggiati lo sono anche all’interno di Internet, come ad esempio con un accesso limitato alla tecnologia, hanno carenze importanti di competenze digitali e hanno meno opportunità di utilizzo della tecnologia.

Quindi si evince, come in altri settori, che i più ricchi potrebbero essere maggiormente in grado di permettersi costose tecnologie per migliorare le prestazioni, portando quindi avanti le disparità già esistenti nell’istruzione e nel mercato del lavoro. 

Yuval Harari, autore di Homo Deus, ha affermato che le tecnologie di Intelligenza Artificiale potrebbero scindere l’umanità in due classi sociali chiamate: “Gli dei e gli inutili”: ossia chi potrà avvalersi di una tecnologia di Intelligenza Artificiale che aumenta le prestazioni e chi non potrà permettersela.

SENSORY AI

 

I sensi umani: vista, udito, olfatto, tatto e gusto rappresentano un territorio allettante per la prossima generazione di tecnologie e applicazioni di Intelligenza Artificiale.

Ad esempio la nostra voce è caratterizzata da tono, timbro e il vocabolario, elementi che potrebbero essere utilizzati per fornire importanti indizi sul nostro benessere fisico e mentale. 

Nature di recente ha riportato come vengono sviluppati algoritmi di analisi vocale per individuare i segni di depressione, in cui diminuiscono la frequenza e l’ampiezza del linguaggio. Riporta anche come nella malattia di Alzheimer i malati usano più pronomi che sostantivi poiché dimenticano i termini comuni. 

Importanti progressi li troviamo anche nell’olfatto digitale, grazie all’uso di tecnologie digitali che imitano l’olfatto ci potrebbero essere sviluppi nella rilevazione del cancro e altre malattie prima che i sintomi siano evidenti. Queste tecnologie farebbero fare dei passi avanti anche all’eguaglianza all’accesso all’assistenza sanitaria, questi sviluppi offrono il potenziale per il rilevamento precoce e a basso costo delle principali malattie croniche. Molto semplicemente potrebbe essere possibile un check quotidiano delle nostre condizioni anche solo parlando con il nostro telefono.

Anche in questo caso però il rischio di discriminazione è dietro l’angolo. Questi dati potrebbero, a loro insaputa, essere analizzati e quindi utilizzati per scegliere individui a basso rischio o più sani per posizioni lavorative, coperture sanitarie e assicurazioni sulla vita o richiesta di finanziamenti.

Questi problemi etici sono al vaglio anche della Commissione europea che riguardo l’intelligenza artificiale avverte il rischio del perpetrarsi di squilibri storici o disuguaglianze nella società, soprattutto dove ci sono lacune sull’utilizzo dei dati in tema di generi o etnia. Pensiamo agli stati in cui le discriminazioni sono alle fondamenta dei governi che li gestiscono.

 

SOLUZIONI INTELLIGENTI

 

Sembra quasi un paradosso, da una parte la tecnologia che lavora per diminuire le disuguaglianze che allo stesso tempo mina le uguaglianze. 

Gran parte della popolazione mondiale, specialmente nei paesi più poveri, non viene minimamente intaccata dai vantaggi dell’IA per via della mancanza di accesso alle infrastrutture digitali basilari. Nel lavoro che si vuole attuare per diminuire le disuguaglianze questo è sicuramente il punto iniziale e principale. Senza un lancio di infrastrutture a banda larga importante si avrà una grandissima fetta di popolazione che non potrà beneficiare dei vantaggi dell’Intelligenza Artificiale

Lo sviluppo della tecnologia di Intelligenza Artificiale è naturalmente in mano ai privati e alle aziende, motivo per cui i governi dovrebbero trovare delle soluzioni per coinvolgere il settore privato nel miglioramento della società offrendo in cambio vantaggi, soprattutto per coloro che aiutano lo sviluppo tecnologico e sociale delle zone più povere del mondo.

L’Intelligenza Artificiale potrebbe essere una grandissima forza di progresso sociale della nostra società che senza una comunicazione importante tra governo e privati rischia invece di essere una grandissima forza di regresso sociale.

 

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