L’organizzazione di una Startup – intervista a Cristiano Di Battista

L’organizzazione di una Startup – intervista a Cristiano Di Battista

di Salvatore Di Bella

Sono molteplici le strade che portano alla creazione di una nuova azienda, come sono diversi i percorsi che conducono alla nascita di una startup. Ma quando arriva quel momento in cui la soluzione ad un determinato bisogno ci appare chiara, lampante e monetizzabile ecco che bisogna realmente agire.

Ma da dove si comincia? Come creare una startup? Quali sono i primi passi da fare?

Prima di porci questi quesiti cerchiamo di capire il concetto fondamentale, Cos’è una startup?

Prendendo in prestito le parole dell’imprenditore tecnologico di Silicon Valley Steve Blank, “Una startup è un’organizzazione temporanea che ha lo scopo di cercare e validare un business model scalabile e ripetibile”, se volessimo potremmo raggrupparla in 3 semplici concetti:

  • Temporaneità: lo start up è una fase transitoria, l’ambizione di ogni organizzazione imprenditoriale nel trasformare una semplice idea in una grande azienda.
  • Sperimentazione: startup significa sperimentare, spesso non si sa esattamente quello che si sta facendo, e quindi si devono dare diversi tentativi fino a trovare la formula giusta per essere profittevole facendo reale innovazione
  • Business model: possiamo definirlo oggetto della sua “ricerca” deve essere scalabile (quindi operare in un mercato molto ampio, con possibilità di crescita) e ripetibile nei suoi processi (di vendita, distribuzione, ecc).

Adesso che abbiamo un po’ più chiaro il concetto di Startup possiamo passare all’effettivo succo del discorso. Ne abbiamo già parlato in un articolo precedente di come avviare una startup ma questa settimana abbiamo voluto porre alcuni quesiti più specifici al nostro amministratore Cristiano Di Battista, così da dare un reale aiuto a chi vuole intraprendere la strada dello startupper.

Perché quando si apre una startup è importante conoscere i processi di gestione aziendale?

Una startup è a tutti gli effetti un’azienda e tutti i Founder quando partono si mettono un C-qualcosa come job position (CEO, CFO, CTO, CMO ecc) dove “C” sta per Chief, Capo. In realtà all’inizio come giusto che sia, ci si muove da amministratore delegato a tutti i ruoli. Quindi diventa fondamentale riscontrare la necessità di conoscere tutti i dipartimenti, avere chiari i processi legati alla logistica, all’amministrazione, al reparto commerciale e allo sviluppo.

È necessario sapere come vanno organizzati i reparti poiché quando si inizia a crescere, si comincia anche a delegare.  Sono competenze che si possono acquisire sui percorsi universitari ma che si possono trovare anche in tanta letterature sulle startup e su economia aziendale. Per rispondere in modo più ingegneristico direi che conoscere i processi aziendali è una condizione necessaria ma non sufficiente per avviare una startup.

Come si gestisce un’azienda nella pratica?

Difficile rispondere a questa domanda, la risposta diventerebbe ancora più complessa se fosse “come gestire un’azienda di successo” visto che le aziende di insuccesso non le vuole fare nessuno.

Sicuramente una delle doti principali è legata alla scelta delle persone, del proprio team con cui crei le diverse funzioni aziendali e a cui trasferisci la giusta vision per avere la linea guida, la direzione da prendere.  Parlare di funzioni aziendali in una fase iniziale ha forse poco senso, ma meglio parlare di task, di attività necessarie all’inizio che servono per far funzionare l’azienda. 

Nel nostro caso prevalentemente produciamo Software e quindi quello che bisogna creare è una lista delle attività per produrre un’applicazione, dalla fase di analisi all’inventario delle tecnologie necessarie, allo sviluppo vero e proprio, al coordinamento delle risorse. Ovviamente quando il progetto è per un cliente corporate, serve anche la parte delle attività per creare il processo commerciale che arriva fino all’ordine.

Per rispondere in maniera diretta, nella pratica un’azienda va gestita parcellizzando il più possibile le attività, assegnando i task, quando aumentano si crea una nuova posizione lavorativa.

Quali sono i task a cui bisogna dare priorità?

Rispondendo in maniera semplicistica mi vien da dire che tutti i task “core” sono quelli su cui dare priorità, tutti quelli che impattano sul tuo business. In realtà è necessario fare un’analisi sui propri task, sia giornalieri che settimanali, assegnando di volta in volta dei valori su ciò che è urgente e ciò che è importante. 

Nella nostra realtà ovviamente ogni area ha task diversi, e quelli con più alta priorità sono ad esempio la chiusura di un ordine per l’area sales, la generazione di lead per l’area marketing, e il rispetto dei tempi di delivery con un’organizzazione efficace ed efficiente per l’area sviluppo Software.

Quali sono le priorità amministrative da seguire?

Qui mi diverto di più, poiché a livello amministrativo abbiamo messo a punto un modello che ci permette in modo molto chiaro e semplice i nostri KPI amministrativi e quindi dare le giuste priorità. Innanzitutto ciò che osserviamo e teniamo sotto controllo sono tre parametri:

  • il conto corrente
  • i soldi che entrano 
  • i soldi che escono

E questo con cadenza settimanale, ma può essere applicato anche mensilmente. 

Con questi tre valori possiamo creare tutta una serie di dati e informazioni con un semplice file xls. Questi sono i parametri da tenere sotto controllo:

  • Cash flow, i flussi di cassa. Il saldo del conto corrente ad inizio periodo, più i soldi in entrata meno quelli in uscita.
  • Soldi bruciati. Per ogni periodo si calcola la differenza tra i soldi che escono e quelli che entrano
  • Periodi di autonomia. Il rapporto tra il saldo del conto corrente e i soldi bruciati per periodo (meglio se si prende una media mobile di 5 o 10 periodi precedenti). Una misura più drastica é mettere a denominatore solo i soldi che escono. 
  • Tasso di crescita. La differenza tra i soldi in entrata di due periodi attigui, meno il periodo iniziale

Attraverso il monitoraggio di questi KPI è possibile avere un andamento chiaro e prendere le giuste priorità in modo da capire dove posso spingere e su cosa fare leva.

Abbiamo allegato un documento xls che spiega meglio quest’ira misure e che potete usare liberamente, poiché è un file aperto e totalmente gratuito.

Scarica il template Financial KPI

E quindi scaricate il template in allegato e per ogni altro approfondimento non esitate a contattarci. Alla prossima

     Desidero iscrivermi alla newsletter

 

Compila il form per poter ricevere il template Financial KPI!

     Desidero iscrivermi alla newsletter