Quanto vale la tua startup? 3 metodi per calcolarlo – tool free

Quanto vale la tua startup? 3 metodi per calcolarlo – tool free

di Cristiano Di Battista

Voglio una startup scozzese 🙂

Dico scozzese poiché l’unicorno è l’animale nazionale della Scozia e l’unicorno nel mondo delle startup indica la meta tanto agognata per tutti i founder ovvero indica il raggiungimento del valore di 1 Miliardo di Dollari per la startup!

Ma prima di arrivare a quel valore? (semmai ci si arriva…)

Quando inizio la mia avventura, quando comincio a superare i primi scogli e arrivo sul mercato, come faccio a valutare la mia startup? Soprattutto quando mi espongo con delle richieste di investimento e concedo delle quote societarie.

Non è semplice dare un valore, soprattutto se a darlo sono i founder del progetto di startup, sempre innamorati della propria idea che tendono a sopravvalutarla. Di contro gli investitori provano a guardare con occhio più clinico il progetto imprenditoriale che si sviluppa e fanno delle valutazioni. Ma che metodi si usano?

Nella teoria economico-finanziaria ci sono diversi metodi di valutazione per le aziende consolidate che sono già sul mercato, e tipicamente si guarda il passato utilizzando trend, crescite, cespiti, in modo da fornire una stima. Se invece l’azienda è quotata in borsa il valore di mercato è facilmente calcolabile moltiplicando il prezzo dell’azione per il numero di azioni (anche se nel caso di acquisto di quote importanti entrano in gioco altre dinamiche).

Ma per una startup tutto questo ovviamente non vale, poiché la sua vita è breve, non ci sono dati significativi, ci sono delle metriche più o meno indicative, magari dopo aver validato con un MVP, forse un po’ di fatturato e un financial previsionale (che si dovrebbe aggiornare ogni settimana). Quindi il suo valore è una scommessa sul futuro, su una valutazione prospettica che deve necessariamente tener conto di una serie di rischi. 

Metodologie per il calcolo del valore

Vediamo quindi 3 metodologie che secondo noi sono le migliori per una valutazione di una startup, prese dalla teoria economica. Sono in realtà alcuni metodi “pratici” per avere una dimensione di riferimento e che usiamo quando valutiamo i progetti. 

1) Il metodo di Berkus 

A seconda della dimensione del mercato in cui la StartUp opera, si attribuisce un valore a ciascuna di queste voci:

  • QualitĂ  Manageriali del team (Rischio di esecuzione). Quanto il team è eterogeneo e la loro track record. 
  • Proposta di Valore (Rischio di prodotto/servizio). 
  • MVP/Prototipo Funzionante (Rischio tecnologico). A che livello si trova lo sviluppo 
  • Relazioni Strategiche (Rischio mercato e rischio competitivo)
  • Prodotto giĂ  lanciato e/o venduto (Rischio finanziario o di produzione)

Il valore da attribuire ad ognuno di queste voci ha un range fisso e di solito va da 0 a 500.000 € (a seconda del mercato). In allegato mettiamo a disposizione un file xls per applicarlo rapidamente. 

Vantaggi: il valore si calcola abbastanza immediatamente e si può far variare nel tempo con l’avanzamento del progetto imprenditoriale. 

Svantaggi: il valore della startup non può superare i 2,5 mln€ (o il valore massimo scelto). Inoltre i pesi sulle cinque voci dipendono dalla persona che effettua la valutazione e compila il file. 

2) Il metodo del Venture Capitalist

Passiamo ora al metodo usato dai Venture Capitalist che gestiscono i fondi di Venture Capital (vedi la tesi di Cristiano di Battista sul mercato del VC nel 1998 😁).

Si basa su un procedimento di calcolo svolto in 3 fasi:

  1. Viene effettuata la stima dei risultati economici in uno specifico anno futuro (solitamente il range è 3-5 anni).  Tale valore lo si recupera dal financial previsionale e tipicamente viene preso l’EBITDA (ovvero il MOL, margine operativo lordo). 
  2. Il risultato economico stimato viene utilizzato per determinare la valutazione nell’anno futuro, usando il metodo dei multipli (solitamente il valore va da un minimo di 7 ad un massimo di 20 per startup ad alto contenuto tecnologico). 
  3. La valutazione nell’anno individuato viene attualizzato utilizzando un tasso obiettivo di rendimento dell’investitore (per riflettere il livello di rischio della startup, il tasso è del 50-70%)

Vantaggi: è forse il valore più attendibile e soprattutto da punti di riferimento condivisi e dati di mercato. 

Svantaggio: dipende dal dato di partenza ovvero l’EBITDA dell’anno “x” da prendere in esame, poiché la Startup può crescere di tanto da un anno all’altro e attualizzando anni diversi si ottengono valori diversi. 

3) Il metodo dell’Asset value

In realtà tale metodo è meno indicato per il mercato delle startup. Infatti va a considerare la struttura in base a quanto realizzato e prendendo in modo semplicistico i valori scritti a bilancio degli asset. Il calcolo per quelli tangibili è semplice (se ce ne sono), un po’ meno per quelli intangibili (brevetti, software). Viene effettuata una semplice somma algebrica, a cui aggiungere eventualmente anche il valore di asset non espressi a bilancio come ad esempio brand, expertise…. 

Vantaggi: il calcolo è abbastanza rapido

Svantaggi: non da punti di riferimenti e se i valori sono espressi dai Founder, possono schizzare in alto. 

Per questi tre metodi mettiamo a disposizione un file xls in cui calcolare il valore della vostra startup in modo rapido e immediato. E’ doverosa però una precisazione: un investitore ovviamente non si ferma a questo tipo di valutazione, ma è solo un passo da superare per arrivare ad approfondimenti successivi con la cosiddetta due diligence (letteralmente diligenza dovuta) in cui si esamina documenti, bilanci e tutto ciò che possa dare loro una reale visione prospettica.

Uniamo ora ai tre citati altri due metodi pratici per calcolare rapidamente il valore se si hanno dei riferimenti, ma che usiamo meno.

Il metodo comparativo: banalmente si prende il valore di una startup simile a quella che si vuol valutare (stesso mercato, stesso modello di business, ma che ha ricevuto un round di finanziamento) e lo si confronta con quella che si sta esaminando. Quindi si prende quel valore come riferimento, eventualmente attualizzato al tasso di rischio se la crescita è a qualche anno indietro (es.: una StartUp che ha lanciato una piattaforma ChatBot sul mercato vale 2mln€, poiché è il valore di altre simili startup). 

In base alle metriche: si prendono in esame delle metriche che ha raggiunto, per esempio agli utenti se è una piattaforma social o ai download dell’app, al numero degli utenti paganti 

ecc. Si confronta quel numero con un valore sul mercato in base ad una startup nello stesso mercato (es.: il valore degli utenti di una piattaforma travel è 100€, e se la StartUp in esame ha 10.000 utenti, allora vale 1 mln).

4) Suggerimento finale 

Infine la cosa migliore per avere una visione di insieme è quello di applicare due o anche tre di questi metodi e fare una stima come media dei risultati trovati. 

Ora potete scaricare il file e buon divertimento con i numeri!

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