Neuralink… andiamo nel futuro!

Neuralink... andiamo nel futuro!

Neuralink… andiamo nel futuro!


Oggi vi porto nel futuro!

Immaginate di avere la possibilità di apprendere una competenza in quattro secondi. Un po’ come il film di Matrix quando Neo riceveva l’installazione di programmi per guidare un elicottero.

Oppure immaginate voler archiviare tutti i dati della vostra memoria all’interno di una cartella del computer o addirittura scrivere al computer direttamente con il controllo del cervello

Infine in ambito medico, immaginate di avere la possibilità di recuperare movimento, tatto, vista, udito o qualunque cosa che sia associato ad una informazione che dovrebbe arrivare da una vostra periferica che non funziona più, ma che la facciamo arrivare e il cervello e la decodifica!

Ovviamente tutto questo è fantascienza ma da ieri non è più così, poiché la scorsa notte per chi lo ha visto e per chi ha avuto il piacere di partecipare, l’azienda Neuralink ha presentato lo stato dell’arte del suo progetto.

Chi è Neuralink? Neuralink è una delle aziende di Elon Musk che ha l’obiettivo di creare una connessione tra cervello e computer con due macro obiettivi:

  • uno legato all’aumento delle performance
  • l’altro invece legato alla riparazione o correzione delle parti di cervello che ti impediscono una vita normale.

A livello basico come funziona il progetto neuralink? L’idea è quella di impiantare una serie di chip all’interno del cervello.

 

 

Come funziona

Nel cervello ci sono milioni di miliardi di neuroni interconnessi tra di loro attraverso un filamento chiamato assoma. Questo filamento per ogni neurone si collega ad un altro neurone tramite un minuscolo bottoncino. L’informazione passa tra un neurone all’altro attraverso questo bottoncino e il passaggio dell’informazione viene appunto chiamata sinapsi. Ovviamente nel cervello ci sono tantissime sinapsi che continuano a legarsi tra loro come reazione a catena e ogni singolo passaggio genera un campo elettrico prossimo al filamento. L’idea è quella di inserire un elettrodo che interagisce con il campo elettrico e cattura l’informazione.

Gli elettrodi vengono inseriti all’interno del cervello attraverso dei microchip molto piccoli, sono grandi meno di una moneta, e addirittura Neuralink ha presentato attraverso un neurochirurgo che lavora con loro anche delle nuove metodologie per impiantare i chipset nel cervello. Inoltre hanno mostrato tutta una serie di informazioni sull’interfaccia che hanno usato e come potrebbe essere l’esperienza da parte degli utenti.

In questo momento l’idea è di mettere un piccolo hard disk dietro l’orecchio, ma successivamente saranno collegati direttamente senza dispositivo con la guida e la ricezione demandata a una semplice app.

Tornando ancora sull’operazione quello che hanno realizzato e anche un dispositivo robotico per impiantare i microchip all’interno del cervello passando la corteccia e installandoli dicono in modo molto semplice e sicuro. Il robot riuscirebbe ad evitare tutte le parti nervose e delicate e collocare gli elettrodi e il chip senza causare effetti collaterali tramite un algoritmo di Machine Learning.

 

 

Ambiti di utilizzo

Ma veniamo agli ambiti applicativi. Come abbiamo citato prima, sicuramente tutta la parte di monitoraggio e di miglioramento delle porte performance per quanto riguarda il movimento, l’odore, la vista, l’udito ma ancora la memoria, i pensieri, le lingue e le abilità analitiche. Insomma tutte quelle cose che posso migliorare con l’apprendimento.

Poi soprattutto l’applicabilità in campo medico quindi immaginate tutte quelle malattie in cui si ha una disabilità nel caso di danni al cervello poiché dei passaggi di informazioni non avvengono più correttamente.

E questo li dividerei in due categorie: ovvero quella in cui il danno è all’interno del cervello, vedi per esempio il Parkinson o l’epilessia o anche la depressione (che loro hanno chiamato Closed-loop Therapies) e poi invece i danni dovuti alla parte periferica per esempio la vista o l’udito che non funzionano più correttamente e quindi non si riesce a far arrivare l’informazione al cervello attraverso questi elettrodi.

 

 

La mia opinione

Parere personale, credo che sia da tener veramente sotto controllo questa tecnologia sicuramente per i vantaggi in ambito medico, ma anche per gli sviluppi collaterali che possono nascere infatti parlano anche di una sorta di sistema operativo con delle API che mettono a disposizione, in cui integrare applicazioni esterne come per esempio avviene oggi con gli store iOS o Android con le app sui nostri smartphone oppure con la creazione delle skill per gli assistenti vocali (Google e Amazon). E questa sarà una grossa opportunità per le SW House skilate nell’AI (come noi di AppY Lab) che possono realizzare applicazioni di competenze o di gestione per il futuro “sistema operativo” Neuralink.

Di contro ovviamente sono legati ai rischi di come tutte queste informazioni poi verranno usate poichè se finora i vari Facebook, Google, Amazon ecc. riescono a decodificare e aggregare i nostri comportamenti attraverso quello che abbiamo fatto o detto, da domani attraverso la tecnologia di Neuralink è possibile accompagnare oltre a quello che facciamo anche quello che pensiamo, i nostri ricordi, i nostri desideri. e quindi prevedo grandi dibattiti e regolamentazione sulla privacy, che per altro nella presentazione non hanno minimamente toccato.

 

Volevo condividere con voi questo aggiornamento su Neuralink e su cosa ci aspetta per il nostro futuro e quello dei nostri figli e se avete commenti contattateci per raccontare la vostra opinione.

Grazie per la lettura e alla prossima.

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